
Benevento si è svegliata con una scoperta che ha sorpreso anche gli investigatori più esperti: nel giardino di un’abitazione del centro cittadino è stata individuata una coltivazione di marijuana che, per dimensioni e organizzazione, ricorda più una piantagione che un semplice tentativo domestico di produzione. I finanzieri del comando provinciale, impegnati in un controllo mirato nell’ambito delle attività di contrasto allo spaccio, hanno trovato 26 piante di marijuana, alcune alte oltre tre metri, in piena fase di crescita e fioritura, curate con attenzione e dotate di tutto il necessario per massimizzare la resa.
La scena che i militari si sono trovati davanti non lasciava spazio a dubbi: accanto alle piante erano presenti fertilizzanti specifici, bilancini elettronici di precisione, denaro contante e dosi di cocaina, un insieme di elementi che, secondo gli investigatori, delinea un’attività di spaccio strutturata e non un semplice consumo personale. La coltivazione appariva organizzata con metodo, segno di una gestione continuativa e non improvvisata.
Durante la perquisizione dell’abitazione, è emerso un ulteriore aspetto inquietante: il responsabile deteneva tre fucili non denunciati all’Autorità di Pubblica Sicurezza e una katana, anch’essa priva di qualsiasi autorizzazione. La presenza di armi irregolari, insieme alla droga e al denaro, ha aggravato la posizione dell’uomo, che è stato arrestato in flagranza di reato e posto agli arresti domiciliari su disposizione della magistratura. Tutto il materiale rinvenuto è stato sequestrato e sarà oggetto di ulteriori accertamenti.
L’operazione, condotta dalla sezione Mobile del nucleo di Polizia Economico-Finanziaria, si inserisce in un quadro più ampio di controlli mirati che la Guardia di Finanza sta intensificando sul territorio, con l’obiettivo di intercettare non solo lo spaccio al dettaglio, ma anche le forme di produzione domestica che, negli ultimi anni, stanno emergendo con maggiore frequenza nelle aree urbane e periurbane. La scoperta di una piantagione così estesa nel cuore della città conferma quanto il fenomeno sia ormai radicato e richieda un’azione costante e coordinata.
L’arresto rappresenta un nuovo tassello nella lotta contro le attività illegali legate agli stupefacenti, un settore che continua a generare allarme sociale e che, come dimostra questo episodio, può intrecciarsi con la detenzione di armi non regolari, aumentando i rischi per la sicurezza pubblica. Le indagini proseguiranno per ricostruire eventuali collegamenti con reti di spaccio più ampie e per verificare se la coltivazione fosse destinata esclusivamente al mercato locale o se rientrasse in un circuito più articolato.

