La navata della chiesa di Sant’Andrea Apostolo si è trasformata, la sera del 26 novembre 2025, in una grande tavola di famiglia: la Cena dell’Accoglienza, appuntamento ormai consolidato voluto da don Giustino, ha rinnovato il gesto semplice e potente che caratterizza il Natale Piccirillo di Sirignano, trasformando la vigilia della festa patronale in un atto concreto di fraternità. Le luci calde, il profumo del cibo e il brusio delle conversazioni hanno creato un’atmosfera in cui la distanza geografica e linguistica si è attenuata davanti a un piatto condiviso; gli ospiti, in gran parte di origine straniera ma residenti a Sirignano, sono stati accolti all’interno della chiesa e invitati a sedersi come amici, non come estranei.
La serata è stata costruita sulla tradizione gastronomica locale: spaghetti e noci, alici e altre ricette tipiche hanno raccontato la storia del paese attraverso sapori antichi, preparati con cura dalla Proloco Sant’Andrea e serviti dai fedeli del gruppo parrocchiale.
Il gesto del servizio, svolto con discrezione e calore, ha avuto la forza di abbattere barriere; chi ha cucinato e chi ha servito hanno restituito alla comunità il senso della carità come pratica quotidiana, non come semplice simbolo.
Alla tavola si sono sedute anche alcune suore provenienti dalla comunità di Visciano, rappresentanti di diaconìe della Diocesi di Nola e il dottor Piccolo Francesco Pio (stimato cittadino onorario di Sirignano), la cui presenza ha sottolineato il carattere istituzionale e pastorale dell’iniziativa. Era presente inoltre il parroco di Sperone insieme ad altri sacerdoti delle parrocchie vicine, a testimoniare una rete di solidarietà che travalica i confini parrocchiali.

Questa cena non è un evento isolato ma la prosecuzione di un percorso avviato da anni: la “Cena dell’Accoglienza” nasce dal desiderio di don Giustino di offrire un segno tangibile di inclusione sociale, rivolta «a tutti gli amici immigrati, per vivere insieme un momento di accoglienza, solidarietà e fratellanza».
La scelta di replicare le pietanze del Natale Piccirillo — la cena della vigilia della festa di Sant’Andrea Apostolo, celebrata con devozione quasi pari al Natale — non è casuale: è un invito a far sentire chi è lontano da casa come parte integrante della tradizione locale, a far conoscere i sapori che legano generazioni e a costruire nuovi legami attraverso la condivisione del cibo.
La Proloco locale, che ogni anno anima la sagra dei prodotti tipici, ha messo a disposizione competenze e risorse, mentre i numerosi volontari della parrocchia hanno curato ogni dettaglio logistico.
La valenza della cena è profondamente ecumenica e solidale: non si tratta solo di nutrire il corpo, ma di tessere relazioni, offrire ascolto e restituire dignità a chi spesso vive ai margini. Le testimonianze raccolte tra i partecipanti raccontano di sorrisi, di mani che si stringono e di conversazioni che proseguono oltre il pasto, segno che l’incontro ha prodotto frutti concreti.
Nel racconto della serata emergono anche elementi che parlano di comunità: la cura degli allestimenti, la puntualità del servizio, la presenza di figure istituzionali e la partecipazione spontanea dei cittadini mostrano come un piccolo paese sappia trasformare una tradizione in un laboratorio di inclusione.
La Cena dell’Accoglienza conferma che la carità organizzata, quando è radicata nella comunità, diventa strumento di coesione sociale e di integrazione reale.
Chi ha partecipato se n’è andato con il sapore della cucina locale e con la sensazione di aver preso parte a qualcosa di più grande di una semplice cena: un rito collettivo che rinnova legami, accoglie chi è lontano e ricorda a tutti che la festa è davvero tale quando è condivisa.

