Moschiano (Av) – Ordinanza randagi: il sindaco Sergio Pacia pronto a modificare i passaggi dell’ordinanza che generano ambiguità,

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Il Comune di Moschiano (Av) è finito al centro di un acceso dibattito a seguito dell’emanazione di un’ordinanza che vieta la somministrazione di cibo e acqua agli animali randagi. Il provvedimento, motivato dalla necessità di contrastare il degrado urbano causato dal deposito incontrollato di alimenti lungo le strade, ha suscitato reazioni fortemente critiche da parte di associazioni animaliste, cittadini e rappresentanti politici.

Il sindaco Sergio Pacia ha chiarito che l’intento non era quello di penalizzare gli animali, bensì di garantire decoro e igiene pubblica, sottolineando che l’ordinanza non rappresenta un dietrofront ma una possibile integrazione per evitare equivoci interpretativi.

Secondo quanto riportato da diverse fonti, l’ordinanza prevede sanzioni fino a 500 euro per chi nutre cani, gatti o volatili selvatici, una misura che ha generato forti preoccupazioni tra le associazioni animaliste, come il Collettivo Voce Animale e l’Associazione Vegani Internazionale.
Queste realtà hanno denunciato il rischio concreto per la sopravvivenza degli animali, evidenziando come il provvedimento contrasti con la Legge quadro 281/1991, che impone ai Comuni di affrontare il randagismo in modo attivo e collaborativo.
La mancanza di deroghe o di aree di alimentazione controllata ha aggravato le critiche, alimentando l’idea che l’ordinanza sia punitiva e non risolutiva.

Anche la Lega Antivivisezionista (LEAL) ha preso posizione, inviando una diffida formale al Comune e chiedendo il ritiro immediato dell’ordinanza. L’associazione ha ricordato che numerose sentenze dei Tribunali Amministrativi Regionali hanno annullato provvedimenti simili, ritenendoli generici e lesivi del benessere animale.
LEAL ha sottolineato che la privazione di cibo può configurarsi come maltrattamento indiretto, e ha proposto un confronto costruttivo con l’amministrazione per individuare modalità civili e igienicamente sostenibili di somministrazione del cibo.

Nel frattempo, la polemica ha raggiunto anche il livello parlamentare, con l’intervento della XII Commissione “Tutela e Diritti degli Animali” dell’Intergruppo Parlamentare Sviluppo Sud.
I membri della commissione hanno evidenziato come il divieto assoluto di alimentare gli animali vaganti sia illegittimo e potenzialmente pericoloso, proponendo invece soluzioni basate su sterilizzazione, reimmissione controllata e campagne di sensibilizzazione.
L’onorevole Michela Vittoria Brambilla, presidente della LEIDAA, ha definito l’ordinanza un atto di crudeltà, sottolineando che la legge da lei promossa punisce il maltrattamento con pene severe, e ha chiesto l’annullamento in autotutela del provvedimento.

In risposta alle critiche, il sindaco Sergio Pacia ha dichiarato di essere disponibile a modificare i passaggi dell’ordinanza che generano ambiguità, ribadendo che non vi è alcuna volontà di privare gli animali del cibo, ma solo di evitare l’abbandono di rifiuti.
Ha inoltre anticipato l’intenzione di individuare aree specifiche dove collocare contenitori idonei per l’alimentazione, in modo da garantire igiene e decoro urbano senza compromettere il benessere degli animali.

Il confronto tra amministrazione e associazioni è ancora aperto, e il sindaco è stato convocato in Prefettura per discutere la questione con il Prefetto Rossana Riflesso. La vicenda ha messo in luce la necessità di un approccio più equilibrato e partecipato alla gestione del randagismo, che tenga conto sia delle esigenze di igiene urbana sia dei diritti degli animali e dei volontari che se ne prendono cura.


 

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