Un progetto ambizioso promosso dalla Regione Campania e dal Parco del Partenio, con il sostegno di istituti scientifici, riporta la Lepre Italica sulle montagne irpine, rafforzando la tutela della biodiversità e valorizzando l’impegno del presidente Francesco Iovino per una conservazione concreta e partecipata.°

Sulle montagne del Partenio prende avvio un’iniziativa che segna un passaggio importante nella politica di tutela ambientale della Regione Campania. La Lepre Italica, specie endemica dell’Appennino centro-meridionale e ormai confinata in Campania al solo Parco del Cilento, sarà reintrodotta anche nel territorio irpino. L’operazione nasce da una collaborazione tra istituzioni regionali, enti scientifici e il Parco del Partenio, con l’obiettivo di restituire vitalità a un ecosistema che negli ultimi decenni ha visto ridursi drasticamente la presenza di questa specie.
La storia della Lepre Italica è segnata da un progressivo declino. Considerata un simbolo della biodiversità appenninica, ha resistito soltanto nel Cilento, dove la Regione ha avviato nel 2014 un programma di riproduzione in condizioni controllate. In quell’occasione furono introdotti esemplari provenienti dal Cilento e dalla Calabria nella Foresta Demaniale Cerreta Cognole, a Montesano sulla Marcellana. Dopo anni di monitoraggio, a partire dal 2020 le prime coppie furono liberate, dando vita a una popolazione stabile. Il successo di quell’esperimento ha aperto la strada a nuove reintroduzioni, e oggi il Partenio diventa la prima area scelta al di fuori del Cilento.
La selezione del territorio non è casuale. Studi condotti dal Cerispa hanno evidenziato la particolare idoneità naturalistica del Parco del Partenio, che offre habitat favorevoli e condizioni ambientali compatibili con la specie. Gli esemplari che verranno liberati saranno dotati di radiocollari, strumenti indispensabili per seguire i loro spostamenti e raccogliere dati scientifici utili a valutare l’adattamento e pianificare ulteriori interventi. Il monitoraggio sarà costante e integrato con analisi eco-etologiche e genetiche, così da garantire un approccio rigoroso e scientificamente solido.
Il direttore della Foresta Regionale Cerreta Cognole, Adriano Di Biase, ha sottolineato che questa operazione è il frutto di anni di lavoro e di una collaborazione stretta tra enti e ricercatori. Ha ricordato come il percorso di ripopolamento sia stato costruito con pazienza e con il contributo di istituti come l’Istituto di Gestione della Fauna di Napoli e il gruppo di ricerca del professor Sergio Fulgione dell’Università Federico II. In questo senso, la reintroduzione sul Partenio non rappresenta un episodio isolato, ma l’avvio di una strategia più ampia che prevede ulteriori liberazioni nei mesi successivi.
Un ruolo centrale è stato riconosciuto al presidente del Parco del Partenio, Francesco Iovino, che ha ribadito come la tutela della natura non possa limitarsi a regolamenti e vincoli, ma debba tradursi in azioni concrete. Secondo Iovino, ridare vita a una specie così preziosa significa rafforzare l’identità del Parco e renderlo più attrattivo, con ricadute positive anche per la comunità locale. Il suo impegno è stato apprezzato da più parti, poiché ha saputo coniugare la visione istituzionale con la sensibilità verso il territorio, promuovendo un modello di conservazione attiva che diventa esempio per altre realtà.
La Lepre Italica, oltre al valore ecologico, possiede anche un forte significato culturale. È stata per secoli parte integrante della fauna appenninica e compare in tradizioni popolari e racconti rurali. La sua presenza contribuisce a mantenere l’equilibrio degli ecosistemi, regolando la dinamica delle specie vegetali e offrendo un indicatore della qualità ambientale. Restituirla alle montagne del Partenio significa anche recuperare un pezzo di memoria collettiva, un legame con la storia naturale della regione.
La Regione Campania guarda a questa operazione come al primo passo di un programma più ampio. L’intenzione è di replicare la reintroduzione in altre aree protette, così da ristabilire la presenza della Lepre Italica in tutte le zone ecologicamente adatte. Si tratta di un progetto ambizioso, che mira a restituire agli ecosistemi campani una specie che li ha caratterizzati per secoli e che oggi può diventare simbolo di una nuova stagione di politiche ambientali. La prospettiva è quella di un futuro in cui la biodiversità non sia soltanto tutelata sulla carta, ma resa viva attraverso interventi concreti e condivisi, capaci di rafforzare il legame tra comunità e natura.

