L’esortazione dei ragazzi del Liceo di Mugnano del Cardinale: Siate il vento del cambiamento!

by Domenico Gerolino - 5B Liceo Nobile-Amundsen (Mugnano del Cardinale)

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Pubblichiamo il significativo discorso pronunciato da Domenico Gerolino, in rappresentanza di tutta la sua classe (la 5-B del Liceo Scientifico di Mugnano del C.), in occasione di una delle attività promosse dall’Istituto mandamentale.

In qualità di Direttrice Editoriale di IRPINIATTIVA-NEWS colgo l’occasione per invitare tutti gli studenti – di tutte le scuole, di ogni ogni ordine e grado, presenti sul territorio – e i loro Docenti più “ATTIVI” a utilizzare gli spazi offerti dal nostro quotidiano on-line per promuovere le loro attività didattico-educative e la cultura in tutte le sue forme. (Benedetta Napolitano)

Ecco, di seguito, il bellissimo articolo regalatoci da Domenico Gerolino:

Miliardi di anni fa l’ossigeno era un prodotto di scarto delle prime forme di vita unicellulari (i cianobatteri) che popolavano la terra. Era cioè un veleno. Nel corso di centinaia di migliaia di anni, questo veleno si è accumulato nell’atmosfera fino a creare la prima grande estinzione di massa. Nota appunto come “Catastrofe dell’ossigeno”. In questa estinzione, avvenuta circa 2 miliardi e mezzo di anni fa, sparì gran parte delle specie anaerobiche che popolavano la terra, che non utilizzavano l’ossigeno come fonte di energia, ma appunto lo emettevano come scarto.

La mia domanda è: “Ma allora come ha fatto la vita a superare questa catastrofe ambientale, provocata dalla vita stessa?”. È semplice: alcune di quelle forme di vita elementari si sono evolute in esseri capaci di respirare l’ossigeno! Un’evoluzione inconsapevole. Sì, senza che nessuno se ne accorgesse, mentre continuavano a produrre e produrre ossigeno, senza accorgersene che il mondo intorno cambiava e immagino che minimizzassero tra loro: “Eh sì, che sarà mai? Pe’ du’ bolle!”.

Per gli esseri viventi, anche i più minuscoli e primitivi, è più facile respirare un veleno, che smettere un’abitudine letale. Oggi siete qui, sono qui perché non ci interessa solo del presente, ma teniamo con passione anche al futuro. Siamo consapevoli che abbiamo poche possibilità di evitare una catastrofe climatica, ma dobbiamo rifiutare di mollare. Il futuro dell’umanità è in gioco.

Mentre si lavora per combattere il cambiamento climatico, noi giovani chiediamo di non dimenticarvi della natura. Di non dimenticarvi della distruzione di essa. Possiamo anche mettere pannelli solari su ogni singola casa, possiamo anche rendere ogni auto elettrica, ma finché le foreste bruciano… noi abbiamo fallito! Finché le foreste amazzoniche verranno rase al suolo, finché le terre protette dagli indigeni verranno usurpate, finché verranno distrutte paludi e torbiere, i nostri obiettivi sul clima rimarranno irraggiungibili e noi saremo di gran lunga in ritardo per salvare la Terra.

I devastanti effetti degli incendi nella foresta Amazzonica, tra i più importanti “polmoni verdi” del nostro pianeta.

Finché distruggeremo la natura del nostro mondo, non c’è nient’altro di importante. Per quale motivo? Perché proteggere e restaurare le foreste, mangrovie, paludi, questi enormi depositi di carbonio naturali, rappresenta almeno il 30% di ciò che deve essere fatto per evitare un aumento delle temperature catastrofico. È in questo preciso momento, l’unica soluzione attuabile per assorbire l’anidride carbonica in tutto il pianeta.

Detto semplicemente, se non proteggiamo la natura, non possiamo proteggere noi stessi. È ciò che deve essere fatto. Dobbiamo includere la natura in ogni progetto non solo nazionale sul clima, ma mondiale. Dobbiamo preparare dei piani e dei progetti per arrivare a fare questo. Dobbiamo investire sulle foreste tropicali e sugli ecosistemi, nello stesso modo in cui investiamo nell’energia rinnovabile. Dobbiamo lavorare per fermare la distruzione della nostra Terra. Dobbiamo impegnarci in questo non tra qualche anno, ma oggi, ora, per proteggere il nostro futuro.

Non bisogna essere ministri, sultani o principi per avviare il cambiamento. Goccia dopo goccia, possiamo contribuire anche noi al cambiamento! Oggi c’è il sole? Non guido, faccio qualche passo. Fumo? Non lascio come se nulla fosse, cadere il mozzicone per terra! Faccio un picnic? Non lascio tutto il mio scarto in montagna, perché tornato a casa, dovrò comunque pagare la tassa per i rifiuti! Non mi esenteranno dal farlo! Noi tutti, poveri o ricchi, pieni di potere o senza potere alcuno, noi tutti soffriremo le conseguenze del cambiamento climatico e della distruzione del nostro mondo.

I tragici effetti della frana di Ischia.

Pensiamo a quel piccolo bimbo di appena 22 giorni, morto nell’alluvione di Casamicciola, tra le braccia più sicure del mondo, quelle della mamma e del papà, e nel luogo più sicuro che ci possa essere, tra le mura di casa sua. Ci sono madri nelle Filippine impaurite che la prossima grande tempesta possa loro strappare dalle braccia i propri figli. Persone in California e Australia che sono state costrette a fuggire da incendi mai visti prima. Persone in America che affrontano i peggior tornado mai registrati prima.

È il nostro stesso paese, le nostre comunità, le nostre famiglie. Questa è la pura verità. Questo pianeta è l’unica casa che chiunque di noi conoscerà mai. Per il nostro clima, per la nostra sicurezza, per il nostro futuro, ABBIAMO BISOGNO DELLA NATURA! Ora più che mai. Spegniamo i cellulari e rimbocchiamoci le maniche, perché la natura non ha bisogno delle persone. Sono le persone che hanno bisogno di lei!

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